Ebbene si sono un po’ megalomane… non mi bastava il sito personale, il guestbook… lo scribacchiare qua e la su diversi forum… ora devo pure usare una sezione intera del sito per esprimere le mie opinioni… ma sono fatto così, non riesco a tenermi le cose dentro ormai non più.

Una volta mi accusavano di essere una sfinge, di non parlare mai, di non esprimere mai un pensiero, propositivo, negativo o positivo che fosse… poi sono successe determinate cose, ho “osato” esprimermi, dire la mia… ho pagato a caro prezzo questo gesto ma ora come ora non me ne sono pentito… anzi lo rifarei ora e altre 100 mila volte perché la dignità e l’onestà e la serenità non hanno prezzo né valgono il più bel mestiere che possa esistere, né compensi di qualsiasi portata.

Eccomi quindi qui… a parlare… di tutto un po’… almeno inizialmente senza un ordine o un argomento preciso, definiamoli pensieri in libertà e se vogliamo anche un po’ confusi come lo sono questi tempi d’altronde.
Stavolta partirò dall’amicizia per arrivare a parlare di questo mestiere… quello del dj, che spero di poter continuare a fare come professione o come “hobby” sempre con la medesima professionalità e passione.

Una volta per me l’amicizia era un sentimento importante, forse quello più importante visto che per tanti anni l’amore era rimasto solo un qualcosa da sognare, da vedere nei film, una cosa quasi irraggiungibile, per tanti motivi che non sto qui a spiegare per non annoiarvi.

Ho costruito questi ultimi anni sulla amicizia… su amicizie, alcune profonde, sincere e durature, altre solo apparentemente così, in realtà effimere, durate una sola stagione… una estate, un inverno… la durata di un lavoro, altre ancora puramente interessate.

Dopo un po’ con l’esperienza e l’età sono cose che si mettono in conto, ci si fa il “callo” anche se quando accadono un po’ ci si rimane sempre male, è come se un piccolo infinitesimo granello di cuore si bruciasse con quella amicizia persa o interrotta. Tante piccole cicatrici che ci portiamo dietro, come bagaglio emotivo e se volete anche come monito per le esperienze future.

Eppure si tende sempre a ricascarci, almeno credo per persone come me, emotive e sensibili (almeno così dicono), a dare una seconda o nuova possibilità, si spera sempre che la nuova persona che si conosce non sia come quelle che ti hanno deluso.

Poi però accade che talvolta prendi un vero e proprio abbaglio, accade che col tempo ti impari a fidare di alcune persone, diventano veri amici, o li senti tali, addirittura ci lavori assieme (avranno ragione quelli che dicono “mai mischiare lavoro coi sentimenti” ??!) , ti fidi talmente tanto di loro che li aiuti…anche economicamente, ti sacrifichi per loro, ci vivi assieme, alla fine tutta la tua vita professionale e gran parte di quella privata ruota attorno a loro perché per certi versi rappresentano una tua seconda famiglia, colleghi e amici, compagni di sventura e soddisfazioni.

Col tempo ti accorgi che qualcosa non va… che gli atteggiamenti di un tempo non ci sono più, hanno lasciato il posto a parole di circostanza, espressioni finte, ti accorgi che le cose non ti vengono più dette in faccia ma alle spalle, ti accorgi che improvvisamente sei diventato “meno amico” di un altro, che nel tuo gruppo non si scherza più, ti accorgi che alcune persone si rapportano in maniera morbosa perdendo obiettività e razionalità.

Cosa peggiore, ti accorgi che c’è un capo… qualcuno che comanda… quando in amicizia non esistono gerarchie… peggio ancora (della serie toccato il fondo si può sempre incominciare a scavare) ti accorgi che qualcuno ti usa… .

Arrivi ad un bivio, tremendo quanto inevitabile (prima o poi…): continuare su questa strada… fare finta di nulla e sopportare (fino a quando non si sa) o fermarsi, chiedersi cosa sta succedendo e nel caso ribellarsi, affrontare queste persone e dire loro cosa non va… cosa si è rotto… o interrotto, con il rischio ovviamente che il tutto… amicizia e lavoro compresi vada a rotoli, che i cocci del vaso non si possano rimettere insieme, che si scelgano strade umane e professionali differenti.

Quando questo succede… in maniera violenta come è accaduto a me… è uno strappo tremendo, lacerante… perché è come se qualcuno senza chiederti il permesso ti prendesse il cuore e te lo sbattesse finchè non si svuota di tutto e te lo restituisce in mano dicendoti cinicamente “arrangiati”… e tu stai li per giorni e settimane con il cuore in mano impotente e completamente incapace di fare qualsiasi azione.

Fortunatamente la mente umana è complessa e meravigliosa… capace di mille risorse… capace di reagire e di riprendersi con il tempo anche da mazzate simili.

Si va avanti… anche grazie alle persone che ti stanno vicino (Silvia grazie di esistere…), ad amici che apparentemente nell’ombra poi si fanno vivi nel momento del bisogno (grazie Carpenter… grazie Max, grazie Silvia Nautilus).

Ti guardi intorno, cerchi di riorganizzarti. Certo è tutto molto più difficile essere da soli… è vero che l’unione fa la forza… si dividono le gioie ma anche i dolori e i problemi, le “magagne” si risolvono più in fretta… più teste pensano meglio di una… .

Ti trovi come un bimbo in un nuovo mondo che deve muovere i primi passi, titubanti e incerti almeno inizialmente.
Ed è allora che ti rendi conto di come la realtà sia a volte molto peggio di come pensi e immagini.

Ti rendi conto di come trovare un lavoro qualsiasi checché ne dicano sia difficile, specialmente se prima hai fatto il dj… e se non sei più un ragazzino.
Ti rendi conto di come soprattutto nell’ambiente artistico “notturno” dei locali si vada avanti per raccomandazioni (se poi sei figlio di papà, hai un cognome altisonante o addirittura i tuoi hanno un giornale… ecco fioccare i localoni e gli articoli altisonanti come se piovessero… a prescindere dalle qualità artistiche… che in alcuni casi ci sono… in altre molto meno).

In altri casi se non hai uno staff di pr alle spalle non ti prendono nemmeno durante la settimana in un un disco pub che con 150 persone è già imballato… oppure accade che se ce l’hai ti prendono ovunque, anche se lavori senza cuffie con i cd taroccati tutti agli stessi bpm… .
Accade che scopri che i tuoi ex-colleghi pur di raschiare il fondo del barile vanno ad elemosinare serate laddove giuravano non avrebbero messo più piede… accade che i tuoi ex-colleghi non esitino a toglierti (ovvio non servi più) un programma radio a cui hai dato un anno
della tua vita e professione, nel quale hai creduto e che hai creato su di te… per il quale hai sacrificato tempo ed energie, per il quale hai fatto progetti e investito economicamente in attrezzature e software. Vedi la tua “creatura” in mano ad altri… ed è come se non avessi per certi versi la paternità di tuo figlio (fatte le debite proporzioni ovviamente…).

Accade che i tuoi ex-colleghi appena ti hanno scaricato non esitino a contattare il locale nel quale hai costruito una situazione meravigliosa per proporgli un altro dj.

Accade che improvvisamente appaiono su altri siti cose che assomigliano paurosamente a cose che hai appena messo sul tuo… coincidenze ??
Accade che senti gente che strombazza a destra e a manca serate stratosferiche… e poi scopri che hanno sbaraccato dopo due date… .

Accade che i locali più soldi incassano e meno ne vogliono spendere… visto quello che è accaduto a due famosi (e pieni) locali di Bologna chiusi perché trovati privi dei permessi per far ballare (assurdo ma vero…).

Accade che prima facevi 4-5 serate ora a malapena 1… .

Accade che prima questo era il tuo mondo, la tua passione, il tuo lavoro… .

Adesso probabilmente rimane solo la passione… ora e sempre.


Mi accorgo solo ora di aver scritto tantissimo… forse troppo ma era la prima “puntata”… spero me lo concederete, prometto che dai prossimi appuntamenti sarò più conciso.

Come sempre vi invito ad interagire, commentare, dialogare con me, dire la vostra sul guestbook o via mail… magari le più interessanti le pubblicherò direttamente qui.
Alla prossima… e fate i bravi !

 

 

Il Muro12 novembre 2005